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4.8LAMINACCIA IMPROVISED EXPLOSIVE DEVICE · PDF file 2012. 10. 24. · 4.8LAMINACCIAIMPROVISED EXPLOSIVE DEVICE (IED) NELTEATROIRACHENO Gen.B.PierPaoloLUNELLI DCOSCOAOPSMNF–I Cap.StefanoMIOROTTI

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  • 4.8 LA MINACCIA IMPROVISED EXPLOSIVE DEVICE (IED) NEL TEATRO IRACHENO

    Gen. B. Pier Paolo LUNELLI DCOS COA OPS MNF – I Cap. Stefano MIOROTTI MA DCOS COA OPS Cap. Alfredo BEVERONI FP OFFICER MNF - I C.le Magg. Barbara MASSARI NBC COY

    Il fattore “IED” in Iraq

    Le operazioni sul suolo iracheno si caratterizzano per la coesistenza, nello stesso Teatro ma in luoghi diversi, di azioni di combattimento (ad esempio contro Al Qaeda), attività di contro guer- riglia, attività di addestramento delle forze di sicurezza locali nonché di aiuto umanitario. E’ noto che questa compresenza di situazioni operative ha portato molti Paesi, in primis gli USA, a pensare ad una rimodulazione dottrinale. Uno degli elementi che condizionano questa dottrina in evoluzione è proprio l’uso di ordigni esplosivi improvvisati (Improvised Explosive Device ),noto come “fattore IED”. Infatti, non vi è un settore di responsabilità in Iraq dove non siano stati uti- lizzati IED contro le Forze della Coalizione, le forze di sicurezza irachene ed i civili. In questo capitolo vengono fornite precisazioni sulla minaccia che deriva dal sempre più largo uso di ordigni esplosivi improvvisati (IED) nel teatro iracheno nonché indicate a grandi linee le contromisure attive e passive volte a controllarli. L’utilizzo di IED, unito ai veicoli bomba (Vehicle Borne Improvised Explosive Device1 VB-IED), continua a provocare un numero elevato di vittime tra le Forze della Coalizione multinazionale, le forze di sicurezza irachene e la popolazione civile2. Nel corso del 2006, secondo un documento ufficiale inviato al Congresso americano3, la maggior parte degli attacchi contro le Forze della Coalizione è stata di tipo stand off. In sostanza, sono venuti sempre meno gli scontri diretti a fuoco mentre si è diffusa in forma esponenziale la minaccia IED/VBIED che indistintamente ha colpito e colpisce, come già detto, civili, militari iracheni e Forze della Coalizione. Nel corso della trattazione, verranno utilizzati gli acronimi IED e VBIED, VSBIED4 e SVESTIED5 diven- tati ormai di dominio comune. L’ IED unisce materiale esplosivo ad un innesco. Spesso di natura artigianale, è concepito per cau- sare vittime attraverso l’utilizzo di semplice esplosivo anche in combinazione con agenti chimici, biologici o radiologici. La gamma di IED è diversificata per dimensioni, metodo di funziona- mento, tipologia di contenitori e modalità d’impiego. La carica esplosiva di un IED può avere provenienza commerciale, militare, artigianale oppure basarsi su un proietto di artiglieria, razzi o quant’altro. Spesso i dispositivi creati assumono la veste di prototipi poiché il costruttore in- dividua la soluzione ottimale in funzione dei materiali che ha a disposizione, la testa sul campo

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    1 VBIED veicoli bomba (autocarri, autovetture, motociclette) 2 Anthony H. Cordesman with the assistance of Eric M. Brewer and Sara Bjerg Moller, “Iraq’s Evolv-

    ing Insurgency and the Risk of Civil War”, pag. 118 e seguenti. Center for strategic and International Studies (CSIS) in data 26 Aprile 2006 http://www.reliefweb.int/rw/RWB.NSF/db900SID/AMMF-6P9BGE?OpenDocument

    3 Measuring Stability and Security in Iraq. August 2006 Report to COngress pag. 31 4 Veicoli Kamikaze (Vehicle Suicide Borne IED) 5 Bombe umane (Suicide Vest IED)

  • e ne diffonde i contenuti ad altri. Individuare IED avvalendosi di specifici indicatori è un com- pito arduo che richiede esperienza, così come è altrettanto complesso realizzati efficaci sistemi di protezione mano a mano che il grado di sofisticazione aumenta.

    Trappole esplosive e IED sono simili alle mine poiché entrambi sono stati concepiti con lo scopo di colpire personale. Tra gli incidenti classificabili come IED possiamo annoverare: una granata di mortaio nascosta nella sabbia od in un sacchetto di plastica collegata ad un dispositivo di in- nesco; una cintura esplosiva a comando manuale o radiocomandato, un tratto di marciapiede so- stituito con esplosivo o con una granata di artiglieria; schiume plastiche espanse e dipinte a forma di roccia che celano esplosivi, etc. etc…

    Numero degli attacchi, tecniche di attacco ed obiettivi degli IED

    L’uso di IED fa parte delle tecniche di agguato già utilizzate in passato da altri gruppi armati nonché in altre aree conflittuali. Uno dei primi esempi sull’uso in larga scala degli IED, si ebbe Bielorussia, con la “RAIL WAR”, condotta dai guerriglieri locali, contro l’offensiva nazista (Se- conda guerra Mondiale). A seguire in ordine cronologico: Irlanda del Nord: uso massivo di IED da parte dell’IRA, nel periodo 1969-1997 come atto riven- dicante l’autodeterminazione del popolo irlandese,nei confronti del Regno Unito; Vietnam: usati dai Viet Cong contro le truppe anfibie US; Afghanistan: usati dai mujahideen contro i sovietici, in particolare modificando le mine anti carro in ordigni improvvisati; Libano: grande uso da parte degli Hezbollah per attaccare le forze israeliane, dopo l’invasione del Libano nel 1982;

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  • Cecenia: usati dai ribelli contro le forze russe; Iraq: dal luglio 2003, la tecnica IED è stata impiegata contro i veicoli delle Forze della Coalizione, causando ben il 38% di perdite tra le truppe americane. Per quanto riguarda i VBIED, secondo le stime riportate nell’ ultima edizione dell’“IRAQ INDEX” 6, nel 2004 i veicoli bomba (auto- vetture, autocarri,motociclette), hanno causato il 60% delle vittime tra le forze di polizia irachene e tra i civili. Secondo questo documento, nel 2005, sono state condotte ben 873 azioni di questo tipo, circa il 50% in più dell’anno precedente. Mentre nel 1° semestre 2007, rispetto al periodo giugno-dicembre 2006, si è verificato un incremento del 12% con 340 attacchi condotti con la tec- nica IED.

    Secondo fonti del Washington Post, il numero di attacchi condotti nell’ estate 2006 con IED/VBIED, era in costante ascesa7, quattro volte tanto i dati del gennaio 2004. Nel solo mese di giugno 2006, si sarebbero verificati 1480 attacchi IED, mentre 903 IED sarebbero stati disat- tivati8, mettendo così in luce un notevole incremento rispetto ai dati di gennaio, quando il nu- mero degli ordigni esplosi e disattivati erano rispettivamente 834 e 620. Nel successivo mese di luglio è stato riportato che il numero totale di attacchi, aveva superato quota 2500, di cui oltre 1500 esplosi e 950 neutralizzati9. Secondo Montgomery Meigs, capo della struttura interforze al- lestita per far fronte a questa minaccia, nel mese di agosto 2006, si sarebbero verificati 1200 at- tacchi IED10. La frequenza di questo tipo di azioni è da considerarsi un indicatore di aumentata capacità dell’ avversario, in relazione al fatto che la messa in opera di IED sofisticati, richiede una rete che parte dal finanziatore fino a comprendere il costruttore, il posatore che colloca gli esplo- sivi e l’attivatore che li fa esplodere mentre i veicoli della Coalizione transitano nei pressi degli stessi11. Meigs ha riferito che i mezzi più letali, entrati in azione nell’estate del 2005, sono gli esplosivi a carica cava ( cosiddetti “Shaped Charge Explosive” 12 o “anti-armor IED” ) fino agli ul- timi tipi autoforgianti ( Explosively Formed Projectile EFP )13, capaci sia di perforare le protezioni dei mezzi corazzati, sia quelle poste sui lati dei mezzi tattici per il trasporto del personale di fan- teria leggera.

    Per chiarire, ad uso dei non addetti ai lavori, vi è una sostanziale differenza tra un IED tipo EFP e uno Shaped Charge. Il primo sfrutta l’effettoMisznay-Schardin, principio che si basa sull’azione cinetica, studiato e spe- rimentato da un esperto di esplosivi ungherese Misznay con il Dr. Hubert Schardin14.

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    6 Iraq Index, Tracking Variables of Reconstruction & Security in Post-Saddam Iraq. Ed.Novembre 2006 www.brocking.edu/iraqindex

    7 Ann Scott Tyson,“Army Faces Rising Number of Roadside bombs in Iraq”,Washington Post,Septem- ber 8, 2006

    8 Michael R. Gordon, “A Platoon’s Mission: Seeking and Destroying Esplosive in Disguise”,New York Times, July 12, 2006. Citato da Cordesman Iraq’s Evolving Insurgency CSIS, 20 sept. 2006 pag. 37

    9 Michael R. Gordon, Mark Mazzetti and Thom Shaker, “Insurgent Bombs Directed at G.I.’s Increase in Iraq”, New York Times, August 17, 2006. Citato da Cordesman Iraq’s Evolvine Insurgency CSIS, 20 sept. 2006 pag. 37

    10 Ann Scott Tyson, “Army Faces Rising Number of Roadside bombs in Iraq”, Washington Post, Sep- tember 8,2006

    11 Cordesman: Iraq’s Evolving Insurgency, CSIS, 27 sept. 2006, pag. 38 12 Shaped Charge Explosive: ordigni esplosivi a carica cava ttp://en.wikipedia.org/wiki/Shaped_charge

    e http://www.llnl.gov/str/Baum.html 13 Explosively Formed Projectile: ordigno anticarro autoforgiante http://en.wikipedia.org/wiki/Misz-

    nay-Schardin_effect http://www.afrlhorizons.com/Briefs/Dec04/MN0407.html 14 E’ storicamente noto che entrambi svilupparono mine anticarro per la Germania nazista

  • Il secondo, invece, sfrutta il principio scoperto nel 1888 da Charles Munroe che aveva compreso come si potevano sfruttare i gas ad alta pressione per stampare sigle sui metalli. Tale tecnica svi- luppata poi dal tedesco Egon Neumann nel 1910 con esplosivo TNT, venne sfruttata per scopi bellici solo nella seconda guerra mondiale.

    Con il crescere delle contromisure attive e passive assunte dalla Coalizione, l’avversario ha reagito con flessibilità indirizzandosi verso obiettivi più vulnerabili e mediaticamente appa- ganti, quali convogli logistici e/o di supporto, le forze di sicurezza irachene ed obiettivi più sem- plici da raggiungere (“soft target ), come la popolazione civile. Analogamente